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Massaggi in Thailandia

  • Immagine del redattore: Giovanna Tomaselli
    Giovanna Tomaselli
  • 25 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La mia tragicomica odissea tra dolori e risate


Tutti parlano dei massaggi thailandesi e il mio gruppo di viaggio non ha fatto eccezione! Quindi, quando mi hanno proposto di fare un massaggio ai piedi, non ho potuto dire di no.


Non mi aspettavo certo l’esperienza che ho avuto!


Se qualcuno mi avesse detto che un massaggio in Thailandia sarebbe stato un mix tra una seduta di fisioterapia intensa e una lezione di yoga forzata probabilmente avrei riso. Ma poi, ci sono finita in mezzo, e posso assicurarti che l'esperienza è tutt'altro che noiosa. Dimentica l'immagine da pubblicità patinata, con petali di loto e musichette new age. Qui si gioca duro, si ride molto e non ci si rilassa!



Il Massaggio ai Piedi: un vero e proprio rito sociale (e sonoro, aggiungerei)


Ho iniziato, come molti, con il classico massaggio ai piedi. Immagina la scena: sedie un po' sfondate allineate in vetrina, con il traffico che ti ronza a pochi centimetri, la porta che si apre continuamente e rumori di ogni genere. Mentre una signora minuscola, con mani che sembravano avere la forza di un idraulico, mi lavorava sui polpacci, si sentivano clacson di tuk-tuk, chiacchiere animate delle massaggiatrici che, sono sicura, commentavano i miei poveri piedi, e noi stessi che non smettevamo di ridere.


Non è un relax da spa, te lo dico!  È un'immersione totale nella vita di strada thailandese. Ti ritrovi a scambiare sguardi complici con il vicino quando la pressione su un punto specifico ti fa venire voglia di urlare. Ma alla fine, anche se non proprio rilassata, mi sono ritrovata con i piedi più leggeri. E una storia divertente da raccontare.


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Il Massaggio Tradizionale Thai

Non potevo, però, non provare il vero massaggio tradizionale thailandese, così l’ultima sera del tour, che ho passato a Bangkok con altre due viaggiatrici del gruppo, abbiamo deciso di sfidare la sorte nel primo centro massaggi trovato fuori dall’albergo.


Questa volta non sono stata in vetrina ma in una sala al primo piano divisa in tre da tende; la privacy era ancora abbastanza approssimativa, ma i rumori e la luce più soffusi, quindi ci si è riusciti a rilassare… più o meno!


Qui si parla di vera e propria "ginnastica passiva" e un "ahia" si sente abbastanza spesso!


Mi hanno fatta accomodare su un lettino e, a quel punto, la massaggiatrice, che sembrava la metà di me, si è trasformata in un'esperta di arti marziali! Ha usato mani, piedi, gomiti e ginocchia per piegarmi, tirare, scrocchiare e contorcermi in posizioni che di rilassante non avevano niente!


Ci sono stati momenti in cui l'ho odiata, tipo quando mi ha pressato un punto sulla schiena che mi ha fatto ripensare a ogni singola scelta di vita! O quando ho sentito un "crac" sospetto provenire dal collo e ho temuto di non poter più girare la testa. Ma poi, magicamente, quando tutto è finito e mi sono rialzata, la sensazione era incredibile. Mi sentivo leggera, come se ogni nodo si fosse sciolto e quella che mi è sembrata una "tortura" si è trasformata in un benessere inspiegabile! E in quel momento  ho capito che avrei voluto farmi "maltrattare" ancora una mezz’oretta!


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Se ti stai preparando a questa avventura, ecco qualche consiglio, frutto della mia esperienza:


  • Dì addio alla vergogna: Finirai probabilmente in vetrina, almeno per quanto riguarda il massaggio ai piedi, e qualche gemito poco dignitoso potrebbe scapparti. È normale, fa parte del gioco.


  • Prova a comunicare: Un timido "piano piano" ("bao bao") a volte funziona. Altre volte otterrai solo un sorriso enigmatico e una gomitata ancora più decisa. Tentare non costa nulla!


  • Non giudicare l'aspetto: Non è detto che il centro più lussuoso sia il migliore. A volte, la baracca più improbabile nasconde la massaggiatrice che ti cambierà la vita (o almeno la postura). Il posto che abbiamo scelto noi non era assolutamente lussuoso anzi dal fuori l’abbiamo guardato decisamente dubbiose ma la massaggiatrice sapeva decisamente il fatto suo.


  • Prendila con filosofia (e ironia): Che sia in un concerto di clacson durante un massaggio ai piedi o che ti stiano usando come un sacco da boxe umano, ricordati: è un'esperienza. E avrai una storia esilarante da raccontare. Sempre che tu riesca a muoverti il giorno dopo!


Quindi, se andrai in Thailandia e sentirai quel richiamo accattivante "Hello, massage!", non esitare. Entra, scegli la tua poltrona o il tuo materassino e preparati a tutto. Potrebbe non essere il massaggio più rilassante della tua vita, ma ti assicuro che sarà indimenticabile. E, a conti fatti, ti farà sentire rinato/a (ad un prezzo decisamente accattivante). O almeno, un po' meno rigido/a, come è successo a me. E prova sin dal tuo arrivo perché, se ti piacerà, in ogni città che visiterai potrai ripetere l’esperienza!


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